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Giugno 24, 2018
Giovedì, 17 Maggio 2018 15:38

5X1000

Il 5×1000 rappresenta una quota delle proprie imposte, l’Irpef, che lo Stato destina ogni anno a supporto degli enti che svolgono attività socialmente rilevanti, tra cui le Acli.
Scegliere a chi destinare questa quota è molto semplice ma soprattutto è gratis.
Non farlo lascia automaticamente la tua imposta nel bilancio generale dello Stato. La scelta non è alternativa a quella di destinazione dell’8xmille. Si possono fare entrambe.
Quest’anno, con la tua dichiarazione dei redditi, scegli di sostenere le Acli. Quest’anno #sceglitu.

ll codice fiscale delle Acli è 80053230589

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I gravi e numerosi incidenti accaduti in questi primi mesi del 2018 in tanti luoghi di lavoro hanno risvegliato l’attenzione pubblica su un tema importantissimo, anzi vitale. Il presidente Mattarella è intervenuto più volte su questo argomento, così come aveva fatto il suo predecessore Giorgio Napolitano in passato, dando un contributo rilevante alla revisione della normativa sul lavoro approvata dal Parlamento nel 2008.

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La scelta della data del 25 aprile come “festa della Liberazione” fu fatta poco meno di un anno dopo, il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio – il primo guidato da Alcide De Gasperi e l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale".

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Per il momento c’è lui, il Rei, il reddito di inclusione. È rivolto ai cittadini più deboli, quelli che non superano una certa soglia di reddito. È entrato in vigore il primo dicembre e l’Inps pubblica ora dei dati per dirci che sta andando bene. Questa non sarebbe, in realtà, una “buona notizia”, perché significa che la povertà è molta e – come al solito – è mal distribuita. Nel sud Italia il Rei è richiesto quattro volte più del Nord Italia.

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Il 27 aprile e 10 giugno scadono i termini di iscrizione all’edizione Terre e Libertà 2018. I campi di volontariato europeo organizzati da IPSIA – l’organizzazione non governativa delle Acli che si occupa di cooperazione internazionale, educazione allo sviluppo e volontariato – che accompagna 100 giovani italiani in un’esperienza di cooperazione allo sviluppo, durante la quale i ragazzi animeranno gruppi di bambini e adolescenti dai 6 ai 14
anni, in Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Kenya, Mozambico e Senegal.
100 posti per i 20 anni del progetto, che ha sempre riscosso grande successo di partecipazione.
Destinatari di queste proposte formative sono soprattutto i giovani.
L’età minima per partecipare è 18 anni per i campi europei, mentre per i campi extra- europei si richiedono almeno 22 anni di età. I campi durano da due settimane a venti giorni. Le partenze sono previste a luglio e agosto. I costi sono a carico dei volontari.

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Approvata nel 2017 la legge che istituisce il 21 marzo quale Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie

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«Il voto di domenica prossima è un’occasione importante: in Lombardia c’è la necessità e la possibilità di cambiare, nel Paese la necessità invece di non disperdere quanto di buono è già stato fatto e di proseguire per il bene comune».

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